Il vestito di Belen al matrimonio della Canalis

 

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L’argomento che nei giorni scorsi ha molto impegnato i pettegoli del web e’ che Belen, al matrimonio della Canalis, si sia presentata in chiesa con un vestito poco adatto alla circostanza. Sono quasi tutti concordi nell’accusarla che la “creazione” non fosse adatta alla sacralità del momento. In più, in risposta alle accuse che le hanno rivolto sui profili social, la Belen ha pensato bene di rispondere a tale “bambola, bambolina o similare”, sua feroce stalker, apostrofandola come cicciona e replicando che lei non sarebbe riuscita a tirare su la zip del vestito. A questo punto si è vista tacciata anche di avere poco rispetto verso i disturbi alimentari, oltre che di non saper azzeccare un outfit adatto ad una funzione religiosa. Mi sono lasciata coinvolgere dalla questione a livelli che non raggiungevo dagli MTV Music Awards del 2010, quando Lady Gaga indossò il vestito di carne.

Ora, io dico, Belen, avrai un’amica. Qualcuno che ti possa consigliare. Non dico tua sorella, magari una vicina, il panettiere sotto casa, qualcuno di onesto a cui tu possa rivolgerti prima di decidere un outfit importante.

Dopo la sfilata da stilista debuttante, i pantaloncini inguinali da Daisy Duke sfoggiati durante tutta la lunga estate salentina, e lì ci stavano pure, ma che continui a sfoggiare imperterrita anche a Milano, anche con i collant, dopo gli outfit da bimbominkia di tuo marito, dopo tutto questo ci riservi il vestito da Holiday on ice. E’ troppo. Io sto male.

Belen ti prego, una volta che sia una, entra da Costume National. E’ in via San’Andrea, sei pure vicina. E’ un po’ caro ma ne vale la pena. Entra in una griffe discreta, che accarezza, che plasma e valorizza con linee rigorose. Fallo. C’è anche la settimana della moda, puoi prendere un sacco di spunti interessanti e scopiazzare qua e là. Ieri c’era anche la sfilata di Gucci, potevi  cercare di farci un saltino veloce, Charlotte Casiraghi indossava un tubino nero semplice semplice. Ti do altri esempi, dovessero tornarti utili: hai presente la moglie di jj Kennedy che vestiva sempre di nero o di bianco, o di bianco e nero insieme, ed era bionda, con la coda o lo chignon? Ecco lei! Ogni tanto metteva anche una camicia bianca di seta con una gonna nera, o un pantalone morbido. Ok, è morta in tragiche circostanze, ma non penso per via del look.

E se proprio non riesci, comunque, non ti preoccupare, c’è sempre qualcuno che si veste peggio di te: Ilary!  ilry

Il ritorno in stile fantasy dei Jalisse

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Ci sono notizie che ti cambiano la settimana, e ci sono foto che ti fanno accapponare la pelle. Dopo Sanremo 1997, gli Jalisse sono tornati. Lei è diventata bionda e riccia, lui brizzolato e senza barba, e sono contornati da rose rosse. Non si capisce se siano due teste mozzate o se sotto le rose ci siano anche i corpi, quindi resta il rimpianto di non poter commentare gli outfit… Comunque, dopo ben 17 anni, non è che tornano con un album intero, no, ma con un singolo! Il titolo è “L’Alchimista, per sempre tuo Cavaliere”. Sarà un capolavoro, lo sento, mi rode solo dover aspettare fino al 20 settembre per sentirlo. Hanno anche vinto un concorso, e il singolo sarà l’inno ufficiale della prima giornata mondiale dei cavalieri. Se volete farvi due risate, questo è il link dell’evento http://www.journee-mondiale-des-chevaliers.ch/lang2/home.html

 

Rientri e nuove entrate

Avevo il blocco da prima pagina bianca. Ho perso tutti i vecchi post di sfashionblog, e il dilemma su come aprire mi ha lasciato zitta per circa un mesetto, quindi da quando Jimmy il programmatore si è offerto di rihostarmi e rimettermi su tutto quanto.

Poi stasera, zitta zitta, l’ispirazione. Non legata al fashion o allo sfashion, ma irrimediabilmente frutto delle vicende umane. E quindi, il primo giorno di scuola materna per LV, con alcuni risvolti fashion.

Oggi era il primo giorno della scuola materna, ed ero preparata: avevo i saponi liquidi, i bicchieri di carta, i tovaglioli di peppapig, i fazzoletti di carta dei barbapapà, la cartella di plastica colorata misura 50×38, le foto-tessera e la foto dell’estate 10×15, la bavaglia e l’asciugamano con scritti il nome (quereli ordinati sul web e ricamati a mano da qualcun altro alla modica cifra di 38 euro sono arrivati solo la mattina successiva e non ho fatto in tempo a portarli).

Ero preparatissima anche dal punto di vista stilistico, per suggerire un’immagine di famiglia trendy sì, ma anche socialmente impegnata, e senza ostentazioni. Quindi io portavo jeans skinny con stivaletti Minnetoka, tshirt basica, occhiale rayban da vista e capello raccolto in chignon di finta trascuratezza, ed LV jeans a metà gamba con maglietta dei SigurRos ed Allstar alte con la bandiera americana.

E poi c’era il palloncino, cazzo. Non era nella lista e io l’ho dimenticato. Era un lavoretto da fare insieme durante l’estate, e stamattina ho realizzato che non l’avevamo fatto e ho frettolosamente disegnato una faccia con i pennarelli da tessuto con cui avevo potuto evitare di ricamare il nome sulla bavaglia. Poi ci ho appiccicato la cordicella con lo scotch.

All’arrivo è parso subito evidente che non era abbastanza, e in più è stata la prima cosa che la maestra si è premurata di raccogliere, come fosse la più importante.  C’erano palloncini con capelli finti attaccati e trecce, occhi glitterati, bottoni o perline a formare occhi e bocche…meraviglie del decoupage di cui non sospettavo l’esistenza. La maestra mi ha chiesto se almeno vi fosse il nome, io ho detto di no perché mi pareva abbastanza somigliante da rendere immediato il riconoscimento…  Il senso di inadeguatezza e’ stato gigantesco. Traggo soddisfazione solo al pensiero che il mio LV non abbia dato in escandescenze buttandosi a terra al momento dell’abbandono ma si sia invece rivelato autonomo, consapevole, educato. Tant’è: alla faccia degli spaghetti attaccati ai lavoretti tipo capelli.

Io lavoro sulla sostanza, non sull’apparenza 🙂